Ci proteggerà la neve di Ruta Sepetys


Non sapevo cosa aspettarmi da questa lettura. L'avevo rimandata per tanto, senza sapere il perché. Ero rimasta incantata da Avevano spento anche la luna, storia drammatica ambientata nei gulag russi dalla Seconda Guerra Mondiale fino alla liberazione. I due libri, ho scoperto poi, sono anche collegati. Così, grazie a una sfida de Lo Scaffale tematico, ho deciso di iniziarlo e ho dovuto abbandonare tutto quello che stavo facendo, mi ha preso troppo.
  

Ci proteggerà la neve di Ruta Sepetys

9788899389680-0-221-0-75

Editore: Garzanti
Traduzione: Roberta Scarabelli
Uscita: 02 febbraio 2016
Genere: Romanzo storico
Ambientazione: Prussia dell'Est, 1945
Pagine: 364

Il vento solleva strati leggeri di fiocchi ghiacciati. Joana ha ventun anni e intorno a sé vede solo una distesa di neve. È fuggita dal suo paese, la Lituania. È fuggita da una colpa a cui non riesce a dare voce. Ma ora davanti a sé ha un nuovo nemico: è il 1945 e la Prussia è invasa dalla Russia. Non ha altra scelta che scappare verso l'unica salvezza possibile: una nave pronta a salpare verso un luogo sicuro. Eppure la costa è lontana chilometri. Chilometri fatti di sete e fame. E Joana non è sola. Accanto a lei ci sono altre anime in fuga, ognuna dal proprio incubo, in viaggio verso la stessa meta. Emilia, una ragazza polacca che a soli quindici anni aspetta un bambino, e Florian, un giovane prussiano che porta con sé il peso di un segreto inconfessabile. I due hanno bisogno di Joana. Perché lei non ha mai perso la speranza. Perché la guerra può radere al suolo intere città, ma non può annientare il coraggio e la voglia di vivere. È grazie a questa sua forza che Joana riesce ad aiutare Emilia nella gravidanza e a far breccia nel carattere chiuso e diffidente di Florian. I loro giorni e le loro notti hanno un'unica eco: sopravvivere. E quando la nave finalmente si intravede all'orizzonte, la paura vorrebbe riposare in un porto sicuro. Ma Joana sa che non si finisce mai di combattere per la propria vita, ed è pronta ad affrontare ogni ostacolo, ogni prova, ogni scherzo del destino...


Ci proteggerà la neve di Ruta Sepetys

Quando ho chiuso le pagine di questo libro ho dovuto prendermi un momento per digerire quanto avevo appreso. Non conoscevo la storia della Wilhelm Gustloff e dell'Operazione Annibale, pezzo di storia che ho approfondito grazie a questo romanzo. Una storia tremenda che mi ha fatto versare lacrime e per cui ho fatto fatica a riprendermi. 

Con questo romanzo siamo nella Prussia dell'est, verso la fine della Seconda Guerra Mondiale, quando la Germania decide di aprire le porte a tutte quei rifugiati lituani, estoni, prussiani, che, grazie a una parentela con lo stato tedesco, possono essere accolti e salvati. Succede, quindi, che una valanga di persone inizia a indirizzarsi verso i porti per salpare su una delle navi messe a disposizione per salvarsi dall'avanzata russa. Ma ci staranno tutti quei profughi sulle navi?

In questa storia incontriamo diversi personaggi: Jona, Florian, Emilia e Alfred. Ogni capitolo alterna la narrazione dagli occhi di uno dei personaggi. Jona, lituana con origini tedesche, fugge dal suo paese per andare a ritrovare la madre in Germania. Florian è un prussiano che nasconde qualcosa e intende raggiungere la Danimarca. Emilia è polacca in fuga tra i due fronti, i quali entrambi non la ritengono degna di vita. Alfred è un nazista convinto, un illuso ometto debole, ma con un grande ego, che si occupa della preparazione della Wilhelm Gustloff.

Insieme a loro si incontrano tanti altri civili in fuga verso una libertà sognata, in lotta con la fame, il freddo e le condizioni disastrose in cui si ritrovano a vivere. Il gruppo di profughi viaggia insieme, nascondendosi nei bosco e affrontando bombardamenti e blocchi di controllo. Un gruppo unito, che si fa forza, a cui ti affezionerai mano a mano che procedi con la lettura.

La Sepetys ha un modo di scrivere che adoro, inserendo nelle narrazioni anche pezzi di storia che ti aiutano ad apprendere e a farti il quadro della situazione in cui è ambientata la storia. All'inizio, pensavo mi disturbasse il fatto che nei capitoli si alternassero i punti di vista, ma poi, una volta entrati nel vivo della storia, non ci badi più. Anzi, è interessante come metodo per spiazzarti alla fine del capitolo, quando ti lascia con qualche colpo di scena. 

Io sono rimasta sconvolta da questa storia. Non riuscivo a staccarmene e, appena terminata, ho versato fiumi di lacrime per questo tremendo episodio storico. Non c'è mai fine agli orrori di una guerra, dove non siamo più riconosciute persone e non si fa differenza tra innocenti e colpevoli. Credo sia un libro che andrebbe letto, perché la tragedia della Wilhelm Gustloff è il disastro navale più grande del Novecento, sì peggiore del Titanic. Ma visto che è stato nascosto dai tedeschi, non ha ricevuto l'attenzione che meritava.

Nessun libro di storia ne parla, quindi scopriamolo attraverso la lettura. 

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