Ho scoperto Mia nonna d'Armenia di Anny Romand grazie alla recensione di Daisy di Lettrice per passione blog. Il suo pensiero mi ha emozionato, così ho aggiunto il libro in wishlist con la speranza di trovare l'occasione giusta per leggerlo. Quell'occasione è arrivata con la challenge Il Viaggio nel Tempo de Lo Scaffale Tematico, che per la tappa di aprile chiedeva un libro ambientato durante l'Impero Ottomano.
Mia nonna d'Armenia di Anny Romand
Editore: La Lepre Edizioni
Prefazione di: Dacia Mondaini
Uscita: 30 ottobre 2020
Ambientazione: Turchia 1915-18 (Anatolia)
Genere: Biografia
Pagine: 128
Mia nonna d'Armenia di Anny Romand
Questa breve storia è struggente quando ti grande tenerezza. Anny alterna pezzi di diario scritti dalla nonna del drammatico momento del genocidio armeno ai momenti in cui la nonna le raccontava le difficili scelte che ha dovuto fare per salvare sé stessa e suo figlio. Questi racconti sono visti da una Anny di 7 anni che a volte non capisce, non si rende conto e si chiede perché.
La scelta di far parlare una bambina di 7 anni è stata ottima, per me. In parte, perché mitiga la tristezza e la drammaticità di un pezzo di storia orribile della nostra umanità, dall'altra mette in luce l'innocenza dell'infanzia che si chiede come sia possibile arrivare a tanto, ma sanno che è sbagliato, che non va bene, che è ingiusto.
Stiamo perdendo quella fonte storica di coloro che hanno vissuto gli orrori del Novecento e lo possono raccontare. Chi ha avuto la fortuna di sopravvivere si sta spegnendo, piano piano, a causa dell'età. E noi stiamo perdendo un valore inestimabile. Coloro che possono testimoniare i tragici eventi, raccontare cosa hanno provato sulla propria terra, per aiutarci a capire ed evitare di commettere gli stessi errori. Per provare a rendere il mondo un posto migliore.
Sono passati più di cent'anni e il rischio più grande che abbiamo è quello di dimenticare. O peggio, di credere che non sia successo. La testimonianza che Anny ha racchiuso in questa breve biografia è un documento importante, un libro che continuerà a far parlare sua nonna, a dimostrare fino a che punto è arrivata la disumanità. Anche per questo sono importanti i libri, perché hanno il potere di entrarci nel cuore. E non ci si dimentica mai di come ci hanno fatto sentire.
E domani? Quando tutto sarà finito. La gente leggerà il nostro dolore stampato nei libri, seduta in poltrona. Ma un libro potrà mai descrivere sul serio l'insieme dei nostri dolori? Impossibile. Se ne parlerà nei salotti fino alla prossima novità, e così le suppliche e le voci dei poveri armeni si dissolveranno come fumo di sigaretta, e resterà soltanto cenere, e solo la terra ci verrà in aiuto.
Mia nonna d'Armenia è un libricino che si legge in poche ore ma che difficilmente si dimentica. Un testo che dovremmo leggere tutti. Leggetelo, per non dimenticare, per continuare ad avere memoria di tutte quelle persone innocenti che hanno perso la vita nel secolo più crudele della storia.
Se ti interessa leggere altro, ti consiglio anche Raccontami dei fiori di gelso di Aline Ohanesian, un romanzo che racconta del genocidio Armeno.

















