Ho scoperto questo libro per caso. Una sfida del gruppo Lo Scaffale Tematico di Goodreads mi chiedeva di leggere un libro con la parola "serpente" nel titolo. Non ne conoscevo nessuno, non avevo idea di cosa scegliere. Mi capitò questo libro, durante la mia ricerca. Una trama che mi attirò subito, ma non ero ancora del tutto convinta di cosa mi sarei aspettata.
Alla fine, è stata la mia prima esperienza di viaggialettura. Attraverso le parole di Robyn Scott ho conosciuto il Botswana, uno Stato africano che si trova tra il Sudafrica, lo Zimbabwe e lo Zambia. Uno stato che ignoravo totalmente e di cui ora sono profondamente innamorata. Sogno di visitare quei luoghi dalle prime pagine di questa autobiografia. Non sono ancora riuscita a realizzare questo desiderio, ma conto di farlo quanto prima.
Come si bacia un serpente di Robyn Scott
Traduttrice: Marina MorpurgoUscita: 29 Ottobre 2009Ambientazione: BotswanaGenere: AutobiografiaPagine: 540Robyn Scott è una bambina quando i suoi genitori decidono che è il momento di lasciare la Nuova Zelanda e trasferirsi in Botswana con i tre figli. La famiglia si trova così immersa in un mondo straordinario, dove la casa è una stalla dal pavimento decorato con carta da pacchi e la vita quotidiana è scandita da strambe avventure: incontri ravvicinati con scorpioni, gare improbabili per il «Pony dal Mantello più Bello» in groppa a un ronzino pulcioso, raccapriccianti lezioni di biologia per scoprire cosa ha mangiato un serpente direttamente dal suo stomaco, nuotate in compagnia dei coccodrilli e baci affettuosi ai pitoni per dimostrare che sono innocui. Anche la scuola è anticonvenzionale; la mamma, fervente sostenitrice della medicina alternativa, e il papà, «dottore volante della savana», hanno deciso infatti di educare i figli a casa con giochi, passeggiate e letture di classici. Ma Lewis, Kipling e Tolkien a parte, anche preparando una semplice torta si possono imparare la matematica e la geometria; e poi i racconti dei nonni, che vivono lì da tanti anni, insegnano la storia del paese meglio di qualunque manuale. E infine c’è l’Africa: magico e spaventoso, profondamente contraddittorio, il Botswana è molto più di una semplice cornice, è un personaggio reale che deve fare i conti con antiche superstizioni e nuove emergenze, come l’Aids.
Come si bacia un serpente di Robyn Scott
La recensione
Questa storia ti porta in Africa, in particolare in Botswana, durante gli anni ottanta, quando la famiglia Scott ritorna nella sua terra dopo aver vissuto in Inghilterra e Nuova Zelanda. Inizialmente Robyn è contraria a questa scelta improvvisa dei genitori, ma è troppo piccola ancora per contestare. Infine, così come il padre le aveva premesso, anche lei si innamora del Botswana e attraverso le pagine di questo romanzo farà innamorare anche te.
Sono sempre stata incantata dalle altre culture, le tradizioni, gli usi, le abitudini diverse dalle mie. Scoprire questa maestosa terra dalle parole dell'autrice è stato fantastico. Principalmente la narrazione si concentra sulla famiglia Scott: padre medico che intende cambiare lavoro, ma accetta di sostituire un medico volante venuto a mancare poco prima del suo ritorno in Botswana; madre alternativa, specializzata nella omeopatia e l'insegnamento casalingo per i suoi figli. Robyn, Damien e Lulu, infatti, non sono mandati a scuola, ma è la madre che si occupa della loro istruzione. Lei è convinta che le scuole elimino nei bambini tutta la curiosità della scoperta e dell'imparare, per questo vuole occuparsi dei suoi figli, ideando un apprendimento tramite scoperta in modo da stimolarli e rinforzare la loro voglia di sapere.
Gli avvenimenti sono visti dagli occhi di Robyn, che vive e commenta tutto quello che vive. Si innamora della scuola quando, per un breve periodo è costretta ad andarci, dato che la madre è costretta a letto per una malattia; si appassiona di equitazione quando le vengono regalati dei pony con i quali vince anche molte gare; ispeziona serpenti e animali di ogni tipo trovati nel bush durante le esplorazioni con i suoi fratelli. Le avventure per la famiglia Scott non sono mancate e sono così coinvolgenti e ben descritte che ti fanno prendere parte anche a te. Mentre leggevo la straordinaria vita di questa famiglia mi sembrava di viverla con loro, mentre in me continuava ad accresce un forte interesse per questo Stato eccezionale e poco conosciuto.
Una cosa che mi ha molto colpito leggere, oltre che molto interessata, dato che è raccontata da una ragazza, è il tema dell'AIDS. In quegli anni, la malattia inizia a diffondersi in Africa, colpendo inaspettatamente la popolazione del continente nero, il quale, oltre a non conoscerla, fa fatica sia a riconoscerla sia ad accettarla. Robyn vive da subito il momento in cui suo padre inizia a lavorare usando i guanti per non infettarsi, la lotta che egli è costretto a fare tutti i giorni con clienti che non capiscono, non la accettano e sono spaventati. Come se non bastasse, ci si mette il parlamento, che si rifiuta di riconoscere la malattia e, quindi, informare il popolo del rischio che si corre tutti i giorni.
La lettura è stata davvero interessante. tanto che ha annullato la moltitudine di pagine, precisamente 540. Un libro tosto, ma veramente istruttivo verso un mondo che, nonostante tutto, ci rimane ancora sconosciuto, perché per mal informazioni è considerata arretrata. Leggendo questo libro vi sorprenderà quanto questi stati sono piuttosto sviluppati, anche se non al livello degli stati occidentali. Questo è un romanzo che consiglio assolutamente a tutti per iniziare ad avere uno sguardo diverso verso il continente dimenticato che è l'Africa.




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