Cosa fare e vedere alle Cinque Terre


Finalmente, dopo anni di rinvii, sono riuscita a organizzare la mia tanto sognata vacanza alle Cinque Terre, visitate attraverso un trekking di due giorni per il Parco Nazionale delle Cinque Terre. Esperienza unica e indimenticabile! Questi cinque paesini sono splendidi, colorati, emozionanti da vedere, con le loro casette a picco sul mare. 


Cosa fare e vedere alle Cinque Terre

Come arrivare

Noi siamo giunti dalla A15 Parma - La Spezia e in quest'ultima abbiamo lasciato la macchina. La soluzione è molto comoda, perché di parcheggi ce ne sono molti e c'è una buona probabilità di trovare parcheggio, a differenza delle cittadine delle Cinque Terre, spesso prese d'assalto dai turisti. 

 I parcheggi più comodi di La Spezia sono: 

  • Parcheggio Palaspezia: Via della Pianta 114. Un parcheggio gratuito con navetta gratuita che ti porta fino in centro città. Distanza dalla stazione: 48 minuti a piedi 
  • Parcheggio Piazza d'Armi: Via XV giugno 637. Un parcheggio gratuito a 10 minuti a piedi dalla stazione 
  • Parcheggio Stazione: Via Fiume 143. Il parcheggio della stazione a pagamento (1,50€/h - 1€/h di notte)

Noi abbiamo parcheggiato a Piazza d'Armi, dove abbiamo trovato subito posto e in 10 minuti neanche siamo arrivati alla stazione, dove abbiamo preso il treno delle Cinque Terre, che ci ha portato a destinazione. 

Il prezzo del treno è di 4€, sia che si vada a Riomaggiore che a Monterosso. Per chi volesse muoversi in treno, le Cinque Terre sono ben collegate a La Spezia e, di conseguenza, alle maggiori stazioni ferroviarie. Viaggiando via aereo, invece, l'aeroporto più vicino è quello di Genova.


Cosa fare e vedere alle Cinque Terre

Riomaggiore

Riomaggiore è stata la nostra prima tappa. Siamo arrivati nel tardo pomeriggio nel borgo più a est delle Cinque Terre e siamo partiti con la nostra passeggiata per il centro, già di per sé attrazione principale del borgo. Dopo il giro panoramico lungo la via San Giacomo, abbiamo deciso di prendere un kayak e goderci ila cittadina dal mare, una delle nostre attività preferite. Al prezzo di 15€ per un'ora, con la Cinque Terre Adventure, abbiamo fatto il nostro giro lungo i promontori della costa e ammirato Riomaggiore dal mare.

Il tempi di asciugarci un attimo, abbiamo percorso Via San Giacomo fino alla fine, raggiungendo la spiaggia di Riomaggiore, una fascia di terra molto ristretta sotto un ponte ferroviario in cui potersi stendere e immergere nelle splendide acque del mar Ligure. Consiglio per chi si vuole fermare al mare: cercate di andare presto, essendo piccola, si riempie facilmente.

Abbiamo continuato il nostro tour fino alla Chiesa di San Giovanni Battista, passando dalla Scalinata della Valle. Si tratta della chiesa principale del borgo, costruita nel 1340 su commissione del Vescovo di Luni, Antonio Fieschi. La facciata neogotica è stata ricostruita nel 1870, in seguito a un crollo della precedente, mantenendo comunque alcuni elementi trecenteschi, come il rosone in marmo bianco di Carrara. Un edificio davvero stupendo che offre anche una bellissima vista sul mare.

Siamo poi scesi lungo la via Telemaco Signorini, una via splendida che dà sul mare e al tramonto è ancora più bella! Dopo un breve tratto, siamo saliti sul Castello di Riomaggiore, situato sul punto più alto del borgo. Il forte ha una pianta quadrangolare, con i lati convergenti verso il mare e una cinta muraria formata da due torri circolari. In cima a una delle torri si trova l'orologio.

Il Castello risale al 1260, costruito dai marchesi Turcotti, i signori di Ripalta, terminato poi da Niccolò Fieschi. Con la dominazione di Napoleone venne riconvertito in cimitero. Attualmente viene utilizzato per feste e cerimonie private, per questa ragione non è visitabile.

Il nostro tour per Riomaggiore termina qui. Purtroppo la Via dell'Amore è ancora chiusa, l'apertura prevista è per il 2023, quindi attendiamo quel momento per tornare e percorrere anche quella.


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Manarola


Abbiamo raggiunto Manarola dopo una camminata in salita di circa un'ora, seguendo il sentiero 531C, percorso alternativo dato che il Sentiero Azzurro risulta ancora chiuso. Manarola è il borgo che mi è piaciuto di più, è davvero incantevole. Dopo una sosta sotto il pino lungo la via di Corniglia, ammirando e fotografando il borgo sotto la luce del sole, abbiamo fatto la nostra passeggiata per le vie del borgo.

Ritornati per la via di Corniglia, abbiamo percorso il sentiero, parte iniziale del Sentiero Azzurro che da Manarola arriva a Corniglia, fino a raggiungere la spiaggia di Manarola. Il sentiero qui si interrompe, perché anche questo tratto è ancora chiuso per lavori di restauro, dopo la frana del 2012. Comunque, una passeggiata è sempre consigliata, anche perché dal sentiero è possibile vedere Corniglia in lontananza.

Tornati indietro, siamo saliti su Punta Bonfiglio, un punto panoramico meraviglioso. In questo punto sorge il famoso ristorante Nessun Dorma, diventato famoso dopo la visita dei Ferragnez qualche anno fa. Noi non siamo riusciti a entrare, a causa della lunga fila e attesa, così abbiamo optato per prendere delle focacce in paese e sistemarci poco sopra il ristorante, in cui si trovano tavoli e sedie per mangiare liberamente. Con la musica del locale e la splendida vista su Manarola, abbiamo pranzato con le ottime focacce liguri.

Punta Bonfiglio è ottima nell'ora di pranzo, in quanto presenta uno spazio con giochi per bambini e un parchetto all'ombra dei pini in cui fare un ottimo riposino. Inoltre, è presente la statua della Donna dell'Uva di Antonio Pujia.

Altro punto di interesse di Manarola, specialmente se decidete di visitarla per Natale, è il Presepe di Manarola, il più grande del mondo. dal 1976 Mario Andreoli ha ricoperto con illuminazioni la collina del borgo e in 30 anni ha realizzato l'opera come la si conosce adesso, con 8 km di cavi elettrici, 170 mila lampadine e 300 figure a grandezza naturale. Ogni anno, dall'8 dicembre fino a fine gennaio, il presepe viene illuminato al tramonto ed è visibile da ogni parte del borgo.

Nella strada verso Corniglia, siamo passati davanti anche alla Chiesa di San Lorenzo, dedicata al patrono della città. La chiesa risale al 1338, testimoniato dall'incisione sulla lapide della facciata, sulla destra. L'esterno è in stile gotico, mentre l'interno è barocco. Il campanile è separato dalla chiesa, in quanto serviva anche come vedetta per difendere il borgo da possibili attacchi via mare.


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Corniglia


Corniglia è l'unico borgo delle Cinque Terre che non nasce direttamente sul mare, infatti si trova a 90 metri di altitudine ed è caratterizzato da terrazzamenti in cui viene coltivata l'uva. Al nostro arrivo, dopo una lunga camminata di due ore, ci siamo diretti subito verso il borgo fino alla terrazza panoramica in cui puoi ammirare nel profondo il mar Ligure.

Essendo sera, ci siamo limitati a una passeggiata, rimandando la breve visita al giorno seguente. 
Come ogni borgo che si rispetti, solo il centro è un'attrazione particolare, con le sue vie strette, colorate e piene di fiori. Corniglia non è da meno, per questo consiglio di perdervi tra le stradine e raggiungere le varie terrazze panoramiche sul mare.

 

Percorrendo via Fieschi, si raggiunge Largo Taragio, una piccola piazza piena di tavolini e bar e su cui sorge l'Oratorio dei disciplinati di Santa Caterina, una piccola chiesa settecentesca. Dietro si trova un campetto, utilizzato dai ragazzi per giocare a calcio oltre che a una splendida vista sul mare.

Dalla parte opposta del centro, nella parte alta del centro abitato di Corniglia, si trova la Chiesa di San Pietro, risalente al XIV secolo. La facciata è in stile gotico ligure, con un grande rosone al centro. L'interno, invece, è in stile barocco. 

Da questo punto, inoltre parte il Sentiero Azzurro per Vernazza, uno dei due percorsi attualmente aperti e percorribili con la Trekking Card. 


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Vernazza


Al termine del Sentiero Azzurro Corniglia - Vernazza, si ha una splendida visuale del borgo dall'alto, passando accanto al Castello dei Doria, un antico bastione di cui ora rimane solo una torre cilindrica che fungeva da guardia e protezione della città di quello che era il Regno della Repubblica di Genova. Attualmente è un museo che conserva un cannone di bronzo su cui è riportata la scritta Comunitas Vernatiæ.

Scendendo verso il centro, si raggiunge una splendida piazzetta che dà sul porticciolo di Vernazza, in cui è possibile stendersi sugli scogli per prendere un po' di sole e fare qualche tuffo. Proseguendo verso via Visconti è possibile anche ammirare il porto di Vernazza, da cui partono diverse barche per i tour via mare.

Tornando verso la piazzetta e prendendo via G. M. Pensa, si trova la Chiesa di Santa Margherita di Antiochia, la chiesa di Vernazza del 1318. Nella sua semplicità, è splendida, anche per la sua posizione a picco sul mare. La Chiesa presenta una leggenda: in passato venne trovata una scatola di legno sulla spiaggia del paese, nella quale erano custodite delle ossa di un dito della mano di Santa Margherita. Dopo questo ritrovamento, il popolo decise di erigere una Chiesa dedicata alla Santa, nel quartiere che oggi si chiama isolotto. Purtroppo, a causa di una mareggiata, la reliquia andò perduta, ma qualche anno dopo riapparve nello stesso identico punto in cui venne trovata la prima volta. Perciò il popolo decise di spostare l'edificio nel punto in cui si trova oggi.

Seguendo il sentiero 508 è possibile ammirare anche il Santuario di Nostra Signora di Reggio, situata nel luogo dove in passato fu costruito il primo insediamento di Vernazza. L'edificio è parte dei Santuari delle Cinque Terre, raggiungibili da una serie di percorsi di trekking lungo il Parco Nazionale delle Cinque Terre. 


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Monterosso

Il nostro arrivo a Monterosso è stato piuttosto traumatico, provati dalla fatica del percorso alternativo che ci avevano suggerito perché il Sentiero Azzurro risulta chiuso, per poi scoprire che è aperto e percorribile. Perciò ci siamo fiondati in spiaggia a bere qualcosa di fresco, a farci un bel bagno rigenerante e a riposarci nella spiaggia libera nel lungomare Fegina. L'unica cosa che abbiamo cercato di visitare è la Statua del Gigante, raffigurante il dio Nettuno, purtroppo in ristrutturazione, quindi non visibile. Il resto delle visite le abbiamo rimandate al giorno successivo, dopo una buona dormita.

Su consiglio della proprietaria della camera dove abbiamo dormito, la colazione è stata fatta alla Pasticceria da Laura, ormai un'istituzione per gli abitanti stessi in quanto prepara l'unica e inimitabile torta Monterossina, dolce tipico del borgo. Per quanti provano a imitarla, nessuno raggiunge la sua perfezione. Effettivamente è davvero ottima e da provare!

Dopo la nostra colazione siamo partiti a visitare il borgo più grande delle Cinque Terre. Il paese è diviso in due dal promontorio: da una parte si trova il centro storico mentre, al di là del tunnel c'è la zona di Fegina, la zona nuova e residenziale. Questa zona è l'unica delle Cinque Terre che presenta una spiaggia attrezzata. Su questo lato si trova lo Scoglio di Monterosso, conosciuto col nome La Gaggiata, simbolo storico del paese. Originariamente era uno scoglio unico, diviso in due dalle potenze delle mareggiate. 

Il borgo vecchio merita di essere visitato passeggiando per le sue stradine. Colorate e scenografiche, sono davvero stupende. Tra di esse si possono trovare l'Oratorio di Santa Croce o dei Bianchi e l'Oratorio dei Neri, accanto alla Chiesa di San Giovanni Battista. L'Oratori odi Santa Croce presenta un esterno in stile ligure, con strisce bianche e nere, insieme a un rosone centrale. Venne costruito nel XVII secolo durante la Controriforma, quando furono fondate le confraternite; quella dei Bianchi gestiva l'ospedale del paese e curava i malati. Poco più giù sorge L'Oratorio dei Neri, della seconda confraternita, in stile barocco e risalente al XVI secolo. I nomi Bianchi e Neri derivano dal colore delle vesti che i confratelli usavano durante le processioni.

 

Scendendo verso la spiaggia, invece di attraversare il tunnel che porta alla zona di Fegina, abbiamo salito la scalinata che arriva fino al Convento dei Frati Cappuccini, una chiesetta che domina la città, da cui si possono godere ottime visuali sul borgo e sul mare. Nel 2013, in seguito alle alluvioni che si sono verificate, è avvenuto un crollo di un muro seicentesco del convento, privandolo del suo giardino storico, conosciuto come il Paradiso dei Frati. Fortunatamente sono arrivate numerose donazioni per il restauro, grazie anche alla prima posizione raggiunta dal censimento FAI del 2014.


Il nostro viaggio si è concluso con una nuova passeggiata lungo il lungomare di Fegina, in cui si trova la stazione ferroviaria. 

Vi ho fatto venire voglia di partire per le Cinque Terre?

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la viaggialettrice