Un pomeriggio a Martina Franca
Come prima cosa: tappa cibo. Purtroppo era già passata l'ora del pranzo e ci siamo accontentati di un chioschetto dove ci siamo presi un bel panino. Capocollo di Martina Franca e stracciatella. Avevamo già assaggiato il capocollo di Martina Franca nella nostra pausa pranzo ad Alberobello e ce ne siamo innamorati; ora non potevamo non provarlo nella sua terra d'origine! Anche se il vento ha rovinato il momento (abbiamo mangiato in piedi nascosti dietro delle colonne per ripararci) è stato di grande gusto.
Il nostro giro di visite è partito dalla Basilica di San Martino, luogo dove ci eravamo fermati a mangiare. L'edificio è meraviglioso, imponente sulla Piazza del Plebiscito, col suo impeccabile stile barocco. La Basilica risale al '700 e sul portale si può ammirare la statua di San Martino intento a tagliarsi un pezzo del mantello per dividerlo col mendicante. L'interno, formato da una sola navata, custodisce le reliquie di Santa Comasina, patrono di Martina Franca, insieme a San Martino. Inoltre, si può ammirare il Cristo alla colonna, risalente al 1622 e realizzato da Vespasiano Genuino di Gallipoli.
Per immergersi nuovamente nel barocco basta spostarsi a Piazza Maria Immacolata, proprio davanti alla Basilica di San Martino. Una piazza circolare caratterizzata da un portico neoclassico che, un tempo, ospitava le bancarelle del mercato. Infatti, la piazza viene anche chiamata "dei portici".
Per visitare il Palazzo Ducale abbiamo dovuto aspettare l'orari di apertura del pomeriggio, così abbiamo deciso di fare un giro senza meta per le vie di Martina Franca. Come ogni borgo della Valle d'Itria che si rispetti, è un meraviglioso labirinto di strade bianche e fiori colorati a ogni balcone. È così affascinante e suggestivo passeggiare in questi ambienti! Si trovano scorci stupendi in cui fare splendide foto.
Un'altra piazza che merita una visita è la XX settembre, nonché accesso alla città. Si tratta dell'anticamera del centro storico, al quale si accede attraversando la Porta di Santo Stefano, detta anche di Sant'Antonio, il quale rievoca il miracolo di San Martino e, secondo la leggenda, aiutò la città durante l'assedio dei Cappelletti nel 1529. Con il sole, il verde delle foglie e la pace di ottobre è una meraviglia.
Dopo la pausa merenda, finalmente giungono le 17 e possiamo visitare il Palazzo Ducale. L'edificio è stato commissionato dalla famiglia Caracciolo nel 1668 ed è nato dalle rovine di un castello del XIV secolo. L'attesa è stata vana, perché è stata una meraviglia! L'entrata è gratuita e prevede un percorso di alcune sale che sono state allestite a museo, ma la vera chicca sono gli affreschi che lasciano senza fiato in tutte le stanze. Io sono rimasta veramente incantata.
Dopo la visita al palazzo siamo risaliti sulle nostre biciclette e ci siamo recati verso il nostro alloggio, la Masseria Chiancone Torricella, a pochi chilometri dal centro. Essendo un po' fuori e già verso il tramonto, ci siamo dovuti dare una mossa per non fare il percorso al buio. La Masseria è un gioiello, il personale è stato cordialissimo e molto disponibile e la camera è davvero comoda. C'eravamo solo noi, quindi c'era una pace stupenda, ma chissà che meraviglia dev'essere in piena estate. Il nostro viaggio è poi continuato fino a Crispiano e, infine, a Taranto.












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